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Storia: i Tigulli.


Sezione Storia

Erano la tribù di Liguri stanziata nel territorio, chiamato appunto Tigullia, compreso tra Portofino e Punta Mesco. I Tigulli vivevano lavorando la terra e cacciando, cibandosi di radici, frutta, carne della cacciagione  e miele; pare coltivassero una vite che dava un vino aspro.Vestivano rozzi giubboni di pelle e camminavano a piedi nudi. La loro vita si svolgeva  principalmente nel bosco dove gli uomini condividevano le fatiche con le donne che portavano con loro i bambini. Vivevano in capanne costruite con pietre collocate a secco che avevano un tetto di legno e paglia. Alcune capanne erano isolate nella vastità del territorio, altre erano raggruppate attorno a una specie di “fortino”dalle caratteristiche particolari: il castellaro. Questo era un insieme di terrazzamenti, contenuti da muri a secco, posti in modo concentrico intorno a rilievi che per caratteristiche e posizione si prestavano alla collocazione del castellaro; tutti culminavano con una costruzione a torre quadrata. In sostanza, si trattava di un sistema difensivo molto efficace. Il castellaro veniva costruito in posizioni strategiche, come nelle vicinanze di passi o insediamenti, dove la conformazione del terreno facesse risultare difficili, se non impossibili, eventuali assalti almeno su di un lato; su rilievi dai quali si potesse avere un controllo visivo del territorio circostante e dai quali si potesse comunicare con segnali con altri castellari. Ne sono stati rinvenuti diversi, alcuni di dimensioni tali da far pensare che intorno e dentro di esso la gente si fosse organizzata in modo che vi fosse chi era dedito alla caccia, chi alle coltivazioni, chi all’allevamento di animali. Altri erano più piccoli e probabilmente avevano solo funzione di controllo del territorio e collegamento.

Un aiuto alla ricerca di luoghi dove un tempo potevano esserci queste costruzioni ci viene dalla toponomastica della zona che spesso attinge dalle tradizioni,dai miti, ma anche dai segni che l’uomo ha lasciato nei secoli sul territorio.

Nel territorio di Deiva vi erano: il castellaro di Vigo, nella zona, appunto, di monte Castellaro; sul monte Castelletto  esistono dei ruderi di murature riconducibili a un castellaro di piccole dimensioni; forse anche il castello dei Da Passano,vista la posizione, potrebbe essere stato costruito sulle basi di un antico castellaro.

Pensando all’asprezza del territorio ancora oggi é facile immaginare la durezza dell’esistenza a quei tempi e la tempra del carattere e del fisico di quella gente. Per questo e sicuramente per la difficoltà a muovere un esercito organizzato come quello romano in un territorio così complesso, queste genti furono le ultime ad essere assoggettate ai romani, continuando, dopo, a mantenere una certa autonomia organizzativa.

 

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