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I pesci abissali hanno spesso
aspetto e forme curiose, talvolta mostruose. La rana pescatrice non é un
pesce propriamente abissale, poiché lo si può trovare a profondità
relativamente basse, ma sicuramente ha l’aspetto terribile di certi
abitanti degli abissi.
Si apposta sul fondo e la parte anteriore del corpo é
appiattita per favorire quest’azione, la testa é grande, semicircolare, la
mascella inferiore é più lunga di quella superiore e questo favorisce al
pesce l’apertura della bocca verso l’alto, i denti sono ricurvi verso
l’interno e disposti in modo irregolare. Gli occhi sono piccoli e
posizionati sulla sommità del capo in modo da sporgere dalla sabbia quando
il pesce vi si nasconde sotto. Le branchie sono due e sono dietro le pinne
pettorali.
Non ha scaglie e la pelle é liscia. Possiede alcuni
raggi isolati, situati lungo la linea mediana, il primo é più lungo degli
altri ed é situato dietro il labbro superiore e termina con un’appendice
carnosa e bifida, il secondo raggio é frangiato ed é situato davanti
all’occhio. Questi raggi vengono utilizzati dal pesce per cacciare o
meglio per “pescare” le sue prede. Infatti, la rana si insabbia, come
abbiamo visto, lasciando fuori solo gli occhi e i raggi che ha sulla
testa: quando si avvicina una preda la pescatrice fa oscillare i raggi che
incuriosiscono e fanno avvicinare la preda.
In un attimo la pescatrice spalanca la bocca e
risucchia la vittima, se piccola, mentre se é più grande la ghermisce con
uno scatto fulmineo in avanti. Si nutre così di sogliole, rombi e razze.
Si riproduce a grandi profondità, nel tardo inverno, in primavera e in
estate a seconda delle latitudini in cui vive. Le uova sono contenute in
grandi nastri, lunghi fino a nove metri e larghi novanta centimetri. Le
larve e gli avannotti nuotano in acque libere fino a quando, raggiunta la
lunghezza di 5 o 6 centimetri, incominciano a posarsi sul fondo.
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