Murena
(Muraena Helena)

Classe: Osteitti
Ordine:
Anguilliformi
Famiglia: Murenidi
Nome dialettale:
mõenn-a.

Gli antichi romani erano ghiottissimi di carne di murena, tanto da allevare questi pesci in vasche appositamente costruite: i murenari.

Erano opere di ingegneria idraulica che prevedevano il ricambio dell’acqua mediante canali sottomarini e aperture munite di grate sui muri esterni; erano previste anche grotte, cunicoli, pare per imitare il più possibile l’habitat del pesce; a Ponza alcuni cunicoli sono orientati verso la costellazione del Drago che era ritenuta propizia alla fecondità delle murene. Purtroppo i romani ritenevano anche che il miglior nutrimento per la murena fosse la carne umana e pare gettassero in pasto ai pesci gli schiavi colpevoli di qualche grave manchevolezza. Speriamo che in questa notizia vi sia più leggenda che verità; certamente, forse proprio per questa leggenda o mezza verità, la murena ha suo malgrado una fama di pesce pericoloso, dal morso facile e velenoso.

Il suo aspetto non l’aiuta certo a sfatare il mito, la bocca é irta di denti che mostra costantemente per necessità, infatti pompa acqua attraverso la bocca per portare ossigeno alle branchie.

Per molto tempo si é creduto che la murena avesse anche il morso velenoso.
n effetti il suo morso é molto doloroso, perché i denti sono aguzzi e leggermente ricurvi tanto da lacerare e strappare le carni in cui affondano, ma non vi é traccia di ghiandole velenifere, piuttosto la saliva del pesce pare essere tossica e quindi può acuire il dolore del morso e certamente concorre a infettare la ferita. Il vero pericolo della murena é il suo sangue che contiene una tossina molto attiva che pare porti paralisi sensoria e disturbi respiratori, anche in piccole dosi.
La cottura elimina completamente la tossina.

L’aspetto generale del pesce ricorda un grosso serpentone, anche per la sinuosità dei movimenti fuori della tana; la pinna dorsale é molto bassa e va dall’attaccatura della testa alla coda, senza interruzione; non é provvista di pinna pettorale.
La pelle é liscia, senza scaglie, il colore di fondo é bruno spruzzato di giallo o bianco. L’opercolo branchiale presenta una macchia nera. Può arrivare al metro e mezzo di lunghezza per un peso di 15 kg. Secondo alcuni la riproduzione avviene nei mesi invernali, altri dicono che si riproduce tra luglio e settembre, le uova sono galleggianti. La vita delle murene può essere eccezionalmente lunga e vi sono state murene tenute in cattività che sono sopravvissute tra i 10 e i 25 anni.

Si ciba di altri pesci, spesso colti in difficoltà o morenti, é ghiotta di polpi e completano il suo menu anche i crostacei. Caccia la notte e di giorno se ne sta nella sua tana, facendo rare sortite all’esterno. Per finire, una stranezza che mi é capitata di vedere durante un’immersione col mio amico Antonio: punta di Moneglia, 8 settembre 2001, mare un poco mosso. Illuminando con la torcia un buco a circa 15 metri di profondità vediamo uno scintillio, guardando meglio vediamo un bel grongo, guardando ancora meglio vediamo...una bella murena... tutti e due in parallelo nella stessa tana! Non so se é strano ma la cosa mi ha colpito...forse che anche in mare vi é una crisi degli alloggi a buon mercato come in terra? Chissà!. Intanto... peccato non avere avuto una macchina fotografica!