|
Il Gozzo
ligure 
Un tempo, neanche troppo lontano, ogni
spiaggia di paese della costa ligure ospitava diversi gozzi, piccole
imbarcazioni dalla forma inconfondibile, prua e poppa quasi uguali, la
prua poco più alta della poppa, sulla quale svetta, oltre il bordo, un
tipico prolungamento in legno che si chiama
pernaccia.
Stavano lì, appoggiati su dei legni,i
pali, con la prua rivolta al mare, come se aspettassero il
gesto del proprietario, il primo di tutto il rituale faticoso del varo,
quello di avvitare il leso,
il tappo....gesto fondamentale... e poi, grasso animale sui
pali, steso con uno straccio
intinto in un barattolo di latta che ne era pieno, e adesso...spingi,
tira, spuncia, vira e....
via !... in mare!.
Erano tutti in legno, colorati con i colori
della tradizione locale, mediati dal gusto dell’armatore, bianchi, bianchi
con righe blu o azzurre, magari una fascia appena sotto il bordo lasciata
a legno e finita a coppale, qualche righina rossa o gialla a sottolineare
la linea di galleggiamento. L’interno azzurro, bianco, con
i banchi,i sedili, tante volte
lasciati a legno.
Il bordo della poppa era spesso consumato
dal passaggio dei piombi delle reti e delle cime negli anni, segni del
tempo e del lavoro svolto dalla barca.
Dai gozzi sulla spiaggia veniva un odore
particolare, un misto di odore di pesce, di alghe e di pitture che alla
fine era quasi piacevole, l’odore di una barca viva,navigante, produttiva.
Poi c’erano quei gozzi che avevano terminato
di navigare, e li si riconosceva subito, la pittura sbiadita, le tavole
dello scafo aperte dal sole, un senso di disarmo generale, se ne stavano
lì, di fronte al mare, in posizione arretrata rispetto ai “gozzi
naviganti” con l’aria di chi di mari e mareggiate e venti e pesci ne ha
visti , contati e portati, come certi anziani che incontri e hanno voglia
di raccontarti dei tempi quando, loro,
andavano per mare.
Mi ricordo alcuni nomi dei gozzi deivesi
negli anni 70: Maristella, Caterina, Cormorano, Padre Corrado.....e
altri.
Oggi le cose sono un poco cambiate, nelle
spiagge non si possono più tirare le barche come un tempo, nuove
leggi,ordinanze, obbligano a tenere le imbarcazioni in luoghi ben
definiti, le abitudini di molti sono cambiate, e molti che avevano un
gozzo lo hanno venduto, o tolto dalla spiaggia.
Per fortuna il gozzo é duro a morire, anzi
in questi anni sta,come dicono gli esperti, tornando di moda...ai gozzi in
legno si sono sostituiti quelli in vetroresina, magari con le finiture in
legno,più facili da mantenere perché il legno richiede manutenzioni
continue e la vetroresina molte di meno. Sulle spiagge libere, come su
quella di Deiva, non se ne vedono quasi più, ma in mare ne incontri a
decine con motore entrobordo o fuoribordo, certi navigano veloci come un
gozzo non ha mai navigato, e sono tutti belli a vedersi, un pò meno quelli
che del gozzo, a guardarli bene, hanno solo più il nome sul catalogo del
costruttore.
Ci sono ancora tanti bei gozzi in legno in
giro per la costa, mantenuti con amore e perizia dal loro proprietario, e
vederli navigare é un vero piacere per gli occhi.
Io sono innamorato delle forme del gozzo
ligure, é una barca che mi é sempre piaciuta, mi piace come naviga, come
sta in mare, é maneggevole, affidabile.
Ho cercato qualche notizia più tecnica da
inserire a commento di qualche foto o disegno in questa pagina. Se vorrete
sapere qualcosa di più ci sono dei libri che parlano di questo argomento,
ve li segnalo in fondo, anche se quelli a mia conoscenza sono pochi.
Infine, ci sarebbe un argomento veramente
bello e interessante da approfondire: parlo dei Leudi, splendide
imbarcazioni di un tempo, anche questo non lontano, ma che purtroppo sono
quasi spariti dalla circolazione. Qui i libri e gli articoli sono
fortunatamente più numerosi, vi segnalo quelli di cui sono a conoscenza,
sempre a fondo pagina.
Legni utilizzati, terminologia, curiosità.
Secondo un autore che si occupa di
imbarcazioni della tradizione italiana, P.Lodigiani, il vero gozzo,
sarebbe quello originario della Liguria e dell’alto Tirreno, che poi si é
diffuso gradatamente alle altre marinerie mediterranee.
Il gozzo ligure si presenta come una barca
da spiaggia, impiegata in passato per piccoli traffici, per la pesca
costiera e attualmente,per il diporto.
Le sue caratteristiche principali si notano
nella poppa, a punta, o a cuneo, con il dritto di poppa quasi verticale
che va a raccordarsi, sotto la linea di galleggiamento,con la chiglia
mediante un arrotondamento o “ruota di poppa” ben avviato e aggraziato.
La ruota di prua é anch’essa ben arrotondata
e si raccorda con il dritto di prua, qui si originano quattro tipologie
differenti di prua come si può vedere dallo schema che segue.
Figure 1-2-3: diverse forme di prua
.
Il
gozzo cornigiotto é
originario di Cornigliano ligure e tipico della riviera di ponente. Per
ottenere un’ immediata spinta al galleggiamento su spiagge piane come era
Cornigliano e lo sono molte spiagge del ponente, specie in condizioni di
mare grosso, questa prua risolveva perfettamente il problema.
Con l’introduzione dei motori però
l’aumentata velocità faceva imbarcare acqua sollevata dalla prua. Per
questo motivo a questo tipo di gozzo ne furono preferiti altri.
Questa
prua,quasi dritta, é forse la più classica prua del gozzo ligure e del
tirreno settentrionale, ne esiste anche una versione arrotondata, più
rara, e ancora oggi si incontrano gozzi con questo tipo di prua.
Il
gozzo che ultimamente si sta diffondendo maggiormente ha questa tipologia
di prua,detta “alla catalana”
proprio perché originaria delle coste catalane e delle isole
Baleari.Utilizzando motori potenti, come quelli in uso oggi, questa prua
fende l’acqua in modo ottimale. Ne esistono varie versioni più o meno
aggettanti all’esterno. Esteticamente, la prua troppo in fuori spesso non
é la scelta migliore.
Il dritto di prua si prolunga oltre il bordo
di 20/30 centimetri e questa prolunga viene detta
pernaccia, elemento più
decorativo che funzionale, anche se serve a legare, con un rapido
nodo parlato, la cima
dell’ancora o la cima di ormeggio.
Il gozzo può avere varie dimensioni e
proporzioni,dettate in passato dalla destinazione d’uso dell’imbarcazione.
Particolarità in uso, a dir vero sempre meno frequente, anche oggi é
quella di misurare la lunghezza dei gozzi in
palmi genovesi, un palmo
equivale a circa 25 centimetri, quindi, se dovessimo sentire un anziano
che ci racconta che la sua barca misura 18 palmi sapremo che essa misura
quattro metri e cinquanta centimetri. Mediamente, un gozzo utilizzato per
la piccola pesca costiera é lungo dai 22 palmi (5,5 mt.) ai 26 palmi (6.5
mt.), i gozzi per il diporto e la pesca dilettantistica variano dai 15
palmi ai 24 palmi.
Ovviamente ne esistono di tutte le misure,
anche molto grandi, come quelli utilizzati a Monterosso per la pesca con
la sciabica (vedrai foto, se la trovo, che é uno spettacolo!)
Il gozzo ligure é costruito con varie
qualità di legni, ogni essenza viene collocata per le sue caratteristiche,
nel punto dove serve una qualità, piuttosto che un’altra del legno.
La chiglia é di rovere e i dritti di prua e
di poppa sono di rovere o di frassino.
Le costole, cioè le ordinate, in
rovere,frassino,olmo o acacia sono ricavate da uno o più pezzi di legno a
fibra curva naturale i curvami,
ad esse sono inchiodati i corsi del fasciame.
L’ossatura principale, é costituita dai
madieri posti sul fondo,sulla
chiglia, che si raccordano alle costole mediante gli
staminali nel punto, detto
ginocchio, in cui i fianchi
dello scafo si collegano al fondo. Osservando un gozzo dall’interno,
vedremo che dal centro barca verso prua,lo staminale si sovrappone al
madiere verso prora, la sovrapposizione avviene al contrario dal centro
barca verso poppa.
Le tavole del fasciame sono in genere di
pino ligure,senza nodi, le cinte
cioè le tavole sotto il bordo, spesso sono impregnate e
verniciate con prodotti trasparenti se sono di rovere o di mogano,
lasciate a vista senza trattamenti se sono di teak.
Il bordo può essere di frassino,di rovere, e
anche di mogano e viene incastrato sulle teste delle costole e sulla
cinta.
I banchi,
cioè i sedili, hanno un notevole
bolzone ,cioè sono molto incurvati verso l’alto, sono di teak o
di mogano. Sul gozzo ligure classico non esistono né braccioli verticali
né puntelli a sostegno dei banchi.
Per remare, sui gozzi si usano
scalmi di bronzo o di acciaio
con gli stroppi di cuoio, o
in fibra , i remi sono di solito di faggio, pesanti, con la pala lunga,
detti alla genovese, con i
gironi ingrossati per
appesantirli dalla parte interna dello scafo e renderli più equilibrati.
Il gozzo viene movimentato a terra con
i pali, o
parati, tavole spesse di
legno, a sezione trapezoidale, ingrassati con grasso animale bollito e
posti trasversalmente alla spiaggia per farvi scorrere l’imbarcazione.
Queste notizie sono tratte da:
BARCHE TRADIZIONALI ITALIANE, P.Lodigiani
ed.BCA-Cernobbio 1994.
IL GOZZO LIGURE Articolo
di B.Veronese su La Casana n°4 –1983.
Esiste anche un libro, che non posseggo, di
A.V.Mantelli, Il
Gozzo,”U Gussu”-1979. Ed.? (pare esaurito).
Per quanto riguarda i leudi sono a
conoscenza di questi libri e articoli:
Edoardo Bo, Il leudo
rivano. 2001,Arti grafiche Lux-Genova.
Edoardo Bo, Riva Trigoso
e il suo leudo.1987, Edizioni Sagno.
G.Panella, Leudi di
Liguria.2002,Edizioni Tormena-Genova
F.Belloni, Articolo
sulla rivista Aqua,n°172 novembre 2001.
Le immagini sono di Antonio Cella.
Se avete immagini d’epoca di gozzi e leudi a
terra,in navigazione,in pesca,in costruzione ecc. e volete condividerle
con noi, inviatecele per posta elettronica, se volete vi citeremo nella
didascalia dell’immagine che metteremo in rete per il piacere degli
appassionati di queste imbarcazioni e delle tradizioni marinare che anche
così possono essere mantenute e diffuse. Se avete conoscenze di tradizioni
marinare, se conoscete qualche avventura in mare d’altri tempi.... se
volete dire la vostra.... scriveteci. Grazie.
Come al solito tutto quello che trovate sul deiva.net
è protetto da copyright, perciò se volete copiare qualcosa per
riportarlo altrove siete pregati di avvertirci e di posizionare
opportunamente i link al nostro sito. Saremmo ben felici di posizionarvi
tra i nostri link.
|