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Storia: le invasioni barbariche.


Sezione Storia

La Liguria rimase sotto Roma sino alle invasioni barbariche da parte dei Visigoti nel 409 d.C. e di Rotari, settimo Re dei Longobardi, che scese in liguria nel 641 d.C.

La furia di Rotari sconvolse il Levante con distruzioni e lutti. Probabilmente fu lui che assaltò e distrusse S.Pietro di Passano.

Oggi S.Pietro é un gruppo di case poste sull’omonima collina sopra la frazione di Piazza. A quel tempo doveva essere un nucleo abitato certamente più grande, tanto da avere una propria chiesa dedicata a Sancto Petro de Paxano, citata in documenti giunti fino a noi di cui il piu'antico é del 1212.

Rotari e le sue orde assaltarono, bruciarono, distrussero tutto quanto, tanto da cancellare S.Pietro dal territorio e, quasi, anche dalla memoria. Nel periodo durato 17 anni del suo dominio, impose che le località conquistate che avevano il rango di pagus cambiassero il loro status in vicus.

 Ai Longobardi seguirono i Franchi, nel 774, guidati da Carlo Magno che sconfisse Desiderio Re dei Longobardi e si insediò a Pavia. Con Carlo Magno si sviluppò il feudalesimo e molte terre  furono assegnate, con potestà temporale sugli abitanti, anche ai monaci di vari ordini religiosi.

A Mezzema  esisteva un monastero che all’epoca ebbe una discreta importanza.Si doveva trovare vicino alla chiesa di S.Michele Arcangelo e doveva essere strutturato in due fabbricati separati, in uno vivevano dei frati, nell’altro delle monache entrambi appartenenti all'Ordine benedettino. Oggi del monastero non resta che qualche muro inglobato in altri che si sono stratificati e affiancati nel divenire delle costruzioni di Mezzema.

Sul monte S.Nicolao esisteva una chiesa, di epoca carolingia, costruita lungo quella che doveva essere l’antica Via Romea, strada percorsa  da un intenso traffico mercantile. Allora questa zona era conosciuta come Pietra Colice. Accanto alla chiesa costruita con l'inusuale (per la Liguria), pianta a Tau, dovevano trovarsi degli edifici adatti ad ospitare i viandanti. Qui giungevano coloro che per fede o per mestiere si trovavano ad attraversare le fitte e pericolose foreste della zona, pellegrini diretti ai grandi Santuari del tempo, mercanti e viaggiatori. Nel luogo veniva offerta ospitalità, riparo dai pericoli della natura e rifugio dalle insidie dell’uomo. Infatti molti erano gli agguati ai viandanti da parte di bande di malfattori nascosti nel territorio. In questa zona sono in corso degli scavi archeologici già guidati dall' insigne studioso framurese Leopoldo Cimaschi. Per un approfondimento su questo luogo e su ciò che vi rimane vi rimandiamo ai "Sentieri storici".

In questo periodo gli abitanti delle frazioni montane posero le basi per la costituzione del primo nucleo abitato di Deiva. Il primo insediamento si sviluppò intorno al luogo utilizzato per gli scambi mercantili che venivano svolti anche via mare. Il mare era solcato dalle galee, slanciate e veloci navi a remi e a vela e da navi più tozze, utilizzate prettamente per il traffico mercantile.

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